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Fiori di saggezza

Se ci sono ostacoli, non e' l'infinito

Se si possono contare, non sono stelle

Se trema o si agita, non e' una montagna

Se cresce o decresce, non e' un oceano

Se passa sopra i ponti, non e' un fiume

Se si puo' afferrare, non e' l'arcobaleno

Ecco le parabole delle sei percezioni esterne

Milarepa



Lo Spirito della Pace

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Non avremo altre apparizioni della Divinità, fino a quando non agiremo in modo più divino; non avremo "ritorno del Cristo" o afflusso di coscienza cristica finché Egli stesso non sia più desto e attivo in ogni uomo; il Principe o lo Spirito della Pace non farà sentire la Sua presenza finché le intenzioni pacifiche di tutti gli uomini non avranno mutato le cose del mondo. L’unità non sarà distintiva del gene- re umano finché non si saranno abbattute le separazioni e rimosse le barriere fra le razze, le nazioni e le religioni.

La situazione presente è mirabile, e l’occasione è rara in quanto, per la prima volta e su scala planetaria, si è coscienti del male da eliminare: ovunque si discute e si fanno progetti; ci sono riunioni, congressi e comitati, dalle grandi assemblee delle Nazioni Unite fino a quelle minuscole, dei villaggi.

La situazione è mirabile perché anche nelle comunità più piccole si hanno gli stessi pro- blemi pratici che ricorrono su scala mondiale: discordie in famiglia, nelle chiese, nelle comu- nità, nelle città, nelle nazioni, fra le razze, fra i popoli, tutte con lo stesso obiettivo e il mede- simo processo: instaurare i giusti rapporti umani. La tecnica per realizzarli resta la stessa: l’uso della buona volontà.

La buona volontà è la più semplice espressione del vero amore, e la più facile da capire; applicata ai problemi umani, fa l’intelligenza più costruttiva; dove esiste, separazioni e ma- lintesi cadono; amore e comprensione s’instaurano allora in ogni relazione umana, fra gruppi, popoli e minoranze, fra le religioni. Il vero amore applicato alla vita del nostro pianeta è forse ancora molto lontano, ma la buona volontà è una possibilità attuale e una necessità ovvia.

Oggi si fa un gran discorrere di buona volontà, che si nomina di continuo; s’intende ap- plicarla in ogni campo del pensiero umano e in ogni problema, e si vuole realmente fare di es- sa un agente efficace per negoziare la pace e la comprensione nel mondo e per realizzare i giusti rapporti.

Ciò che soprattutto occorre è una campagna immediata, sostenuta, ovunque, da tutti gli uomini di buona volontà, per interpretarne il significato, per dar evidenza al suo carattere pra- tico, per riunire in un gruppo mondiale efficiente e attivo tutti i volenterosi, non per creare una super-organizzazione, ma per convincere gli infelici, i derelitti e gli sfruttati dell’aiuto intelli- gente che è possibile dar loro. Bisogna inoltre dar prova della capacità di cooperare con tutti coloro che agiscono per realizzare i giusti rapporti, dimostrare la potenza dell’opinione pub- blica viva e istruita (dagli uomini di buona volontà), sulla quale fondarsi. Così in ogni nazio- ne, città e villaggio, emergeranno uomini idonei — comprensivi, dotati di buon senso, cono- scitori dei problemi mondiali, desiderosi di diffondere lo spirito di buon volere e di radunare gli individui dalla stessa visione presenti nell’ambiente.

Uomini siffatti educano. Essi non posseggono, né auspicano soluzioni miracolose, ma sanno che la buona volontà, specialmente se educata e congiunta alla conoscenza, costruisce un’atmosfera e un atteggiamento che rendono possibili le soluzioni. Quando s’incontrano, qualunque siano il loro partito, la nazionalità o la religione, non c e questione che non possano risolvere con soddisfazione delle parti. La loro opera principale è appunto di produrre quest’atmosfera e suscitare quest’atteggiamento, più che presentare soluzioni già pronte. La buona volontà può essere presente perfino ove esiste disaccordo fondamentale fra le parti. Ma questo caso è raro. La buona volontà domina in molte discussioni dell’ONU su questioni dif- ficili e spinose, e ciò è sempre più evidente.

Non c’è ragione di credere che la diffusione della buona volontà nel mondo debba essere lenta e graduale. Può avvenire proprio il contrario, se gli uomini liberi da pregiudizi si cerche- ranno reciprocamente per lavorare insieme. Chi è prevenuto, il religioso fanatico, o il fervido nazionalista trovano difficile coltivare in sé la vera buona volontà. Lo possono, se si curano del prossimo, se lo vogliono libero e se cercano di trascendere, entro sé stessi, ogni separazio- ne. Dovranno coltivare (deliberatamente) la vera buona volontà (non la tolleranza) verso l’oggetto della loro prevenzione, verso l’uomo d’altra religione e la nazione o la razza che sentono antagonista o che guardano dall’alto. Una prevenzione è il primo mattone di un muro di separazione.

La buona volontà è molto più diffusa di quanto si creda; ha solo bisogno di essere scoperta - Da "Problemi dell'Umanita'" A.A.Bailey

 

Mantra dell'Unificazione

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I Figli degli Uomini sono Uno ed io sono Uno con loro,

Io cerco di amare non di odiare, io cerco di guarire e non di nuocere, 

Io cerco di servire e non di esigere l'altrui servizio.

Che il dolore rechi la giusta ricompensa di luce ed amore,

Che l'Anima controlli la vita la forma ed ogni evento,

Che la visione, l'intuizione ed il futuro siano svelati,

Che sia dimostrata l'unione interiore e scompaiano le scissioni esterne,

Prevalga l'amore e tutti gli uomini amino.

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La Crisi Ambientale: La Sacralita' di Tutta la Vita

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La crisi ambientale e' simbolica della nostra mancanza di connessione con il mondo della natura e con  l'antico gap fra spiritualita' e materialita'.  Troppo spesso la spiritualita'e'stata interpretata come fuori dal mondo e disconnessa dalla vita quotidiana, o la dottrina religiosa e' stata usata in maniera razionale per sfruttare i sistemi biologici del pianeta con poco riguardo per le conseguenze.  Molte  religioni tradizionali hanno cercato di trascendere la natura ed hanno negletto il mondo fisico.  Per esempio gli Hindu' vedono il mondo fisico come "maya" - illusione, mentre alcuni Cristiani lo vedono come l'arena del diavolo che tenta l'Umanita'.

La Saggezza Antica prende posizione affermando che noi siamo allostesso tempo degli esseri spirituali emateriali e che dobbiamo onorare tutte le dimensioni di noi stessi.  Per fare cio' dobbiamo mantenere la coscienza del terzo principio - l'Anima - che fa e' il ponte cosciente fra Spirito e materia in equilibrio.  Come Anima, noi non dovremmo divenire cosi' distaccati dal mondo da ignorare i bisogni dell'umanita', il soccorso da apportare, ma nemmeno cos' super-identificati con la realta' materiale da dimenticare la nostra identita' spirituale.

 La crisi dell'ambiente ci da' l'opprtunita' di ridefinire l'equilibrio fra lo Spirito e la materia con una nuova etica basata sulla sacralita' di tutta la vita.  Stiamo iniziando a vedere  che ogni cosa che facciamo influenza ed e' causa di qualcos'altro.  Non possiamo piu' tentare di risolvere un problema in maniera isolata!...

C. McLaughlin & G. Davidson

 

Esoterismo

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L'approccio di base per avvicinarsi all'esoterismo, o per insegnare a studenti esoterici, e' quello di porre l'accento sul mondo delle energie e di riconoscere che dietro a cio' che sta accadendo nel mondo dei fenomeni (sia fisico, emotivo che mentale, detti i tre mondi del se' inferiore) esiste il mondo delle energie; queste sono di grande diversita' e complessita', ma  tutte si muovono sotto la Legge di causa ed Effetto...

il primo compito dell'esoterista e' quello di comprendere la natura delleenerie che cercano di condizionarlo, e che lavorano al di fuori nel piano fisico attraverso il suo proprio equipment, detto anche veicolo di manifestazione. Lo studente di esoterismo deve, tuttavia, capire che:

1. Lui stesso e' un aggregato di forze, ereditate e condizionate da cio' che e' stato nel passato, in piu' una grande forza antagonista che non e' un principio, e che chiamiamo il corpo fisico.

2.Che e' sensitivo e che dovrebbe aumentare la consapevolezza di certe energie, al presente che non conosciute e che al momento non gli servono; di queste diverra' eventualmente consapevole, se si muovera' piu' in profondita' nel mondo delle forze nascoste.   Ci possono essere delle energie che, per lui, sarebbero negative se ci lavorasse assieme, e queste devono essere scartate e distinte. ce ne sono altre che lui deve imparare ad usare, poiche' risultano benefiche e potebbero incrementare la sua conoscenza, e devono essere viste come buone. Tenete a mente comunque che le energie "per se"...non sono ne' buone ne' cattive.

La grande Loggia Bianca, cioe' la nostra gerarchia Spirituale, e la Loggia Nera, impiegano le stesse energie universali, ma con differenti motivazioni ed obiettivi; entrambi i gruppi sono gruppi di allenati esoteristi. A.A.Bailey - Il Maestro Tibetano D.K.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 04 Luglio 2009 09:23 )
 

L'immaginario concetto di "Io"

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C'e' un'enorme differenza fra il come le cose appaiono e quello che sono realmente.  Il fatto che non possiamo provare che gli oggetti esistono quando li analizziamo, mostra che essi non esistono per in se' stessi.  Se le cose avessero un'intrinseca esistenza, queste non sarebbero mutualmente dipendenti l'una dall'altra. Asserire che l'esistenza degli oggetti dipende nella coscienza del soggetto che li chiama cosi' e' come dire che che esistono in quanto sono etichettati. 

Potete rendervi conto da voi stessi.   Osservate cio' che e' chiamato l'"Io.  Il contesto in cui appare e' quello del corpo e della mente. Ed ancora se voi analizzate questidue supporti dell'"Io," non trovate alcun "Io" li'. Tutto cio' che rimane dell'analisi e' semplicementel'"Io" che esiste per forza di immaginazione e della nostra concettualizzazione

 Il Dalai Lama

Ultimo aggiornamento ( Domenica 07 Giugno 2009 08:37 )
 


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