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Flowers of wisdom

If there are obstacles, not 'the infinite

If you can count, not the stars

If you tremble or shake, and not 'a mountain

If increases or decreases, is not 'an ocean

If it passes over the bridges, not 'a river

If you can 'grasp, and not' the rainbow

Here are the parables of the six external perceptions

Milarepa



LA DODICESIMA FATICA DI ERCOLE - I PESCI

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                                               LA DODICESIMA FATICA

 

 

 

                                        Il Mito

 

                                              La Cattura dei Buoi di Gerione

(Pesci, 20 Febbraio - 20 Marzo)

 

Nella sacra Camera del Concilio, Colui Che Presiedeva rivelò al Maestro la Volontà di Ciò che Deve Essere.

"Egli è perduto e ritrovato; morto eppur vibrante di Vita. Il servitore diviene il salvatore e ritorna alla sua dimora."

Il Maestro rifletté, poi chiamò Ercole e gli disse: "Ora sei innanzi all’ultima porta, ti rima- ne ancora una fatica prima di completare il circolo ed ottenere la liberazione. Và in quel luogo oscuro chiamato Erizia, dove la Grande Illusione regna sovrana, dove Gerione, il mostro a tre teste, tre corpi e sei mani, è signore e re. Illegalmente egli tiene con sé una mandria di buoi dal colore rosso cupo. Tu devi portare questa mandria da Erizia alla nostra Sacra Città. Fai atten- zione ad Eurizione, il pastore, e al suo cane a due teste, Ortro". Poi fece una pausa e proseguì lentamente dicendo: "Un consiglio posso darti: Invoca l’aiuto di Elio."

Passando per la dodicesima Porta, il figlio dell’uomo, che era anche figlio di Dio, s’avviò in cerca di Gerione.

In un tempio Ercole fece offerte ad Elio, il dio del fuoco solare. Meditò per sette giorni ed alla fine gli fu concesso un favore; un calice d’oro cadde al suolo davanti ai suoi piedi. Egli intuì che quest’oggetto scintillante l’avrebbe messo in grado di attraversare il mare per rag- giungere la terra di Erizia.

E così fu. Con la protezione del calice d’oro, egli salpò e veleggiò sull’agitato mare per giungere infine alla terra di Erizia. Ercole sbarcò così sulla spiaggia di quella lontana contra- da.

Di lì a poco giunse sul luogo dove pascolava la mandria dalla tinta rossastra, che era sotto la sorveglianza del pastore Eurizione e del cane Ortro, dalla doppia testa.

Quando Ercole si avvicinò, il cane gli si scagliò contro come una freccia che vola dritta verso il bersaglio, urlando e grugnendo orribilmente, spalancando con ferocia le nude zanne.

 

 

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Ercole abbatté il mostro con un colpo decisivo.

Allora Eurizione, spaventato dal valoroso guerriero che gli stava dinanzi, supplicò di avere salva la vita. Ercole gli concesse quanto chiedeva. Spingendo la rossa mandria davanti a sé, Ercole tornò indietro e si avviò verso la Città Sacra.

94 Non era andato ancora molto lontano che scorse a distanza una nube polverosa che cresceva rapidamente in grandezza. Immaginando che il mostro Gerione l’inseguisse in una corsa furiosa, si voltò per fronteggiare il nemico. Ben presto Gerione ed Ercole si trovarono faccia a faccia. Sbuffando fuoco e fiamme simultaneamente dalle sue tre teste, il mostro si slanciò su di Ercole lanciandogli contro un arpione che per poco non raggiunse il bersaglio. Ercole, saltando agilmente di lato, evitò il colpo mortale. Teso l’arco, fece poi volare una freccia che, nella sua corsa, pareva bruciasse l’aria e colpì il mostro nel fianco. La freccia fu scagliata con tale impeto che tutti e tre i corpi del feroce Gerione furono trafitti. Con un acuto stridulo e un grugnito disperato, il mostro vacillò e cadde per non rialzarsi mai più.

Ercole condusse quindi la mandria rossa e docile verso la Città Sacra. Il compito fu però difficile. Di tanto in tanto qualcuno dei buoi si smarriva ed egli doveva lasciare la mandria per andare a cercarli.

Attraversate le Alpi, condusse la mandria in Italia. Ovunque il male aveva trionfato, egli lo aveva fronteggiato con un colpo mortale e aveva ristabilito l’equilibrio in favore della giusti- zia. Quando Erice, il lottatore, lo sfidò, Ercole lo abbatté così violentemente che egli non fu più in grado di rialzarsi. Quando il gigante Alcione gli scagliò contro una roccia di una ton- nellata, Ercole la intercettò con la sua clava e la respinse contro colui che l’aveva lanciata, uccidendolo. Talvolta smarrì la via, ma sempre ritornò sui suoi passi per ritrovare il retto sen- tiero e procedere oltre. Sebbene provato da questa sua ultima fatica, Ercole riuscì infine a tor- nare. Il Maestro l’attendeva.

"Benvenuto, o figlio di Dio, e anche figlio dell’uomo." Così Egli salutò il guerriero al suo ritorno. "Il gioiello dell’immortalità è tuo. Con queste dodici fatiche hai superato tutto ciò che è umano e hai raggiunto il divino. Sei tornato alla tua dimora per non lasciarla mai più. Il tuo nome sarà scritto nel firmamento stellato, come simbolo che ricorderà a tutti i combattenti figli degli uomini il loro destino immortale. Le tue fatiche umane sono finite, ora inizia il tuo compito cosmico."

Dalla Camera del Concilio si udì una voce che diceva: "Ben fatto, O Figlio di Dio."

F.M.

 

Interpretazione della Storia

Vi sono molte varianti del mito concernente la fatica di Ercole nel segno dei Pesci. Si dice che vi fosse un ‘isola dove viveva un mostro umano chiamato Gerione, il cui corpo era come un insieme di tre uomini. Egli aveva una mandria di buoi dal colore rosso, custodita da un pastore e da un cane a due teste. Ercole ricevette l’ordine (Pesci è il segno dell’obbedienza) di condurre il bestiame dall’isola, attraverso terre e mari, alla Città Sacra.

Ercole salpò per l’isola in una coppa dorata e quando vi giunse, salì sulla cima di una monta- gna ove trascorse la notte in preghiera. Uccise poi il cane dalle due teste, ma non il pastore. Uccise anche il proprietario della mandria rossa. Ed ora viene la parte più bella della storia. Ercole mise tutti i buoi nella coppa d’oro che egli aveva usato per navigare fino all’isola, e li portò quindi nella Città Sacra per offrirli in sacrificio ad Atena, la dea della Saggezza. La Città Sacra consisteva in due città collegate tra loro da una meravigliosa muraglia e da un in- gresso chiamato la Porta del Leone. Avvenuta la consegna dei buoi, il lavoro di Ercole ebbe termine. Non abbiamo sentito più parlare di lui; molto probabilmente si è dedicato ad un più grande impegno di ordine cosmico.

 

 

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Consideriamo Ercole come un salvatore del mondo. Egli ebbe la visione di qualcosa che a- vrebbe dovuto fare. Vide l’umanità posseduta da un mostro, un uomo con tre corpi, simbolo dell’essere umano con i suoi tre corpi unificati, corpo fisico, emotivo e mentale. Io credo che questa fatica non sia stata ancora completata; il suo compimento avverrà nel futuro. Ci sono stati altri figli degli uomini che di tempo in tempo hanno oltrepassato la famiglia umana, uno qui, uno là, un gruppo qui e un gruppo là; come quando il Buddha era incarnato e di lui si dice che ne salvò novecento. Ora l’umanità, il mostro umano, è pronta per essere salvata e il vero lavoro del Salvatore del Mondo può iniziare su scala mondiale sottolineando il concetto di gruppo, piuttosto che quello della salvezza dell’anima individuale.

95 Il simbolismo dell’armento rosso è quello dei bassi desideri, caratteristica sempre evidente dell’umanità. Questi desideri sono sorvegliati da un pastore, che è la mente. Il cane a due teste rappresenta l’aspetto materia e la natura psichica. Questo è il motivo per cui Ercole risparmiò il pastore. La mente può continuare ad essere il pastore della mandria, ma il cane a due teste, la natura emozionale-psichica e l’aspetto materiale, fu ucciso da Ercole. Ciò significa che que- sti aspetti furono privati d’ogni potere. Al pastore fu lasciato il potere poiché non si può con- cepire in nessun caso un essere umano in incarnazione che non faccia uso della mente come interprete dell’energia spirituale.

Se Gesù, come essere umano in rapporto con la sua anima, divenne un trasmettitore di luce per i figli degli uomini, allo stesso modo possiamo estendere il concetto e pensare l’umanità come un insieme le cui menti sono mantenute ferme nella luce, trasmettendo ai regni inferiori della natura quell’energia spirituale che li solleverà verso il regno dei cieli Questo è il lavoro dell’umanità. Noi siamo talmente occupati con i nostri problemi, che dimentichiamo il quadro più grande. È da notare ancora che il proprietario della mandria, l’aspetto forma, fu anch’egli ucciso, ma il pastore e i buoi furono sollevati e posti nella coppa d’oro. Abbiamo qui il Santo Graal. E dunque il lavoro è stato compiuto. Il Salvatore del Mondo ha adempiuto la sua mis- sione: Egli ha innalzato l’umanità. Questo è ciò che tutti i Salvatori del Mondo hanno fatto. Essi fecero tutto ciò che il Cristo fece in misura più grande.

Si dice che il Cristianesimo abbia fallito, ma nel Grande Piano non si nota alcun fallimen- to. Forse si nota una certa lentezza, ma sapete voi quanto sarebbe disastroso se l’evoluzione fosse troppo rapida, e come sarebbe pericoloso se le persone fossero sovrastimolate prima di essere pronte? Tutti gli insegnanti conoscono i pericoli della sovrastimolazione, i disastri che accadono quando una persona stabilisce dei contatti prima che il suo meccanismo sia suffi- cientemente intonato. I salvatori del mondo devono lavorare lentamente, il tempo non ha si- gnificato per loro.

Il termine "salvatore del mondo" è stato finora associato al pensiero della venuta di un Grande Figlio di Dio proveniente dalla dimora del Padre, chiamato ad una grande opera dal bisogno dell’umanità. Essi sono venuti, lungo le ere, hanno abitato in corpi fisici, hanno lavo- rato tramite una natura emotiva e sono stati straordinariamente intelligenti. Con le loro vite hanno stabilito un esempio affinché si potessero seguire le loro orme; con le loro parole hanno fatto risuonare la nota, il messaggio di cui l’umanità aveva bisogno per fare il passo imme- diatamente successivo. Con i loro atti hanno dato una dimostrazione del servizio, sono andati per il mondo a fare del bene ed i loro nomi sono rimasti nella nostra storia nel tempo. Per ri- manere nelle menti degli uomini per migliaia di anni occorre essere una figura decisamente dominante. La maggior parte di noi viene dimenticata nel volgere di una ventina di anni.

 

Aspetti significativi del Segno

Il segno dei Pesci traccia una zona triangolare nei cieli, un simbolo di realtà. Questo segno governa i piedi, per cui l’idea di calcare il Sentiero e raggiungere la meta è stata la rivelazione

 

 

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spirituale sottostante all’era dei Pesci.

 

Keynote of Pisces

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Keynote of Pisces:

I leave the Father's home and 
turning back, I save.

AT THE TIME of each full moon Festival, energy qualified by the constellation influencing the period flows into the range of human awareness, establishing the divine attributes in the consciousness of humanity.  This spiritual inflow can be channeled in meditation into the minds and hearts of all people. The technique of meditation governs all expansions of consciousness, all registration of Plan or Purpose and the entire process of evolutionary unfoldment.

The monthly full moon work is providing the seed of the coming new world religion.  In the future all people of spiritual inclination and intention everywhere will keep the same holy days.  This unanimity of effort will bring about a pooling of spiritual resources and a united spiritual effort.  Individuals involved in this invocation work will increasingly be able to act as mediating points, bringing in great spiritual energies and stepping them down for the benefiting and stimulation of the masses and the three lower kingdoms.

The keynote for the disciple in Pisces is a particularly useful seed thought for meditation.  It carries within it the whole process of involution and evolution; the going forth of the unit of life into a material state of consciousness so dense that for long ages the innate divinity of the soul in incarnation is lost to sight.  Gradually, through the process of experience in matter, the life aspect begins to re-assert its presence, eventually exerting such a pull on the consciousness of the personality that the decision is made to tread the "path of return," to "turn back" towards the source and the origin of Being.  It is the story of the prodigal son within each member of the human family.

The keynote also carries the note of redemption.  The act of conscious return to the "father's home" serves to refine and redeem material substance.  The substance of the various bodies, appropriated during the involutionary process, becomes so impregnated with spiritual light and energy as the consciousness of the soul begins to control, that the indivdiual life is "saved" from further control by other units of life within the environment.  The influence of Pisces can, therefore, have a compelling effect within the planetary theme of Redemption, the purpose of manifestation.
 
 

HEART - Master Morya

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170- When one wishes to make a speech in an unknown language, it is unwise to prepare oneself only on the preceding eve. If one desires to come out with a new instrument , it is unwise to prepare oneself on the eve of one's appearance. If one wants to cross into the Subtle World, it is unwise to begin preparations on the preceding eve. It is terrible when a man who during his entire life has turned away from thought about the Subtle World begins like a negligent pupil dimly torepeat the unrealized words only on the eve of crossing. The fact of the inevitable crossing is announced by all Teachings.  It is said,"We shall not die, but change."  It is impossible to speak more briefly, it is impossible to speak more affirmatively.  It means that one must know the language of the Subtle World; it means that one has toacquire the right of entrance in complete consciousness, but this is impossible to attain on the eve before.  One may begin to instill horror instead of joy, abd thus violate the law of life.  But, as you know, the best conductor is the flaming heart. With such an inextinguishable lamp is not terrifying to cross the skies an meet the Guiding Ones.

171- The heart may hear the call of victory even while the battle is raging. Such a heart is worth acquiring, and the labor of refining one's consciousness will be the most beneficial action.

172- Fire is closest to sound and color. And it is not without reason that the trumpet call attracts the Fire of Space.  It is not incidental that some paintings seem to radiate; the same fire of the heart glows in them.  The manifestation of fire must be envisioned not only as a reality but as something indivisible from us.

 

Le Fatiche di Ercole - L'Undicesima Fatica l'Acquario, 21 Gennaio - 19 Febbraio

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86 L’UNDICESIMA FATICA

 

Il Ripulimento delle Stalle d’Augia

(Acquario, 21 Gennaio - 19 Febbraio)

 

Il Mito

Dal Luogo di Pace, il Grande Che Presiedeva il Concilio emanò la radianza del suo esaltato pensiero. Il Maestro gli si avvicinò.

"La singola fiamma deve accendere le altre quarantanove", affermò il Grande Che Presiedeva.

"E sia così", rispose l’Istruttore. "Avendo acceso la propria lampada, Ercole deve ora ap- portare la Luce agli altri". Non molto tempo dopo, l’Istruttore chiamò Ercole.

"Undici volte la ruota ha girato ed ora ti trovi davanti ad un’altra Porta. Lungamente hai in- seguito la luce che, dapprima, tremolava incerta, crebbe, poi, per divenire un faro, ed ora ri- splende per te come un sole radioso. Volta ora le spalle a quella luminosità; ritorna sui tuoi passi; torna indietro verso coloro per i quali la luce non è che un punto instabile ed aiutali ad ingrandirla. Dirigiti verso Augia, il cui regno deve essere ripulito da un male antico. Questo è quanto dovevo dirti."

Ercole s’incamminò, oltrepassando l’undicesima porta, per andare in cerca del re Augia.

 

 

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Quando Ercole giunse nei pressi del regno governato da Augia, le sue narici furono assalite da un fetore così orrendo da farlo vacillare. Egli seppe che, da molti anni, il re Augia non ave- va mai ripulito le stalle reali dagli escrementi del suo bestiame. Anche i pascoli erano tal- mente ricoperti di letame che nessun frumento vi poteva crescere. Per conseguenza una mici- diale pestilenza serpeggiava per tutto il paese, mietendo molte vite umane.

Ercole, giunto al palazzo, cercò del re Augia. Questi, informato che Ercole voleva ripulire le sue fetide stalle, si dimostrò sospettoso ed incredulo.

"Tu dici di voler fare quest’immane lavoro senza ricompensa?", l’apostrofò il re con diffi- denza. "Io non ho fiducia in coloro che affermano simili millanterie. Avrai senza dubbio e- scogitato qualche astuto piano, o Ercole, per togliermi il trono. Non ho mai udito di uomini che cercano di servire il mondo senza una ricompensa. Comunque sia, a questo punto darei il benvenuto a qualsiasi folle individuo che cercasse di aiutarmi. Dobbiamo però venire a patti, affinché non sia accusato di essere un re pazzo. Se tu, in un solo giorno, riuscirai a fare quello che hai promesso, un decimo delle mie numerose mandrie sarà tuo; ma se fallirai, la tua vita e la tua fortuna saranno nelle mie mani. Naturalmente, non penso che riuscirai nelle tue vante- rie, ma puoi provare."

Ercole allora si congedò dal re. Girovagò per il luogo puzzolente e vide un carro con una gran pila di cadaveri, vittime della pestilenza.

Osservò due fiumi, l’Alfeo ed il Peneo, che scorrevano placidamente nei pressi. Sostando sulla riva di uno di essi, gli balenò alla mente la risposta al suo problema. Egli si mise al lavo- ro applicando ogni sua risorsa e con grande sforzo riuscì a deviare il corso che questi due fiu- mi seguivano ormai da secoli. L’Alfeo ed il Peneo furono costretti a riversare le loro acque nelle putride stalle del re Augia. Gli impetuosi torrenti spazzarono via tutta la sporcizia da lungo tempo accumulatasi, il reame fu spurgato da tutto quel fetido sudiciume. L’impossibile compito fu attuato in un solo giorno. Quando Ercole, pienamente soddisfatto del suo risultato, ritornò dal re Augia, questi lo guardò con cipiglio.

"Ci sei riuscito con un trucco", gridò rabbiosamente il re Augia. "I fiumi hanno fatto il lavoro, non tu. È stata un’astuzia per prenderti i miei armenti, un complotto contro il mio tro- no. Non avrai nessuna ricompensa. Vattene, prima che accorci la tua statura di una testa."

L’infuriato re bandì Ercole dal suo regno, ingiungendogli di non porvi mai più piede, pena la morte.

87 Avendo espletato il suo compito con successo, il figlio dell’uomo, che era anche figlio di

Dio, ritornò verso Colui che l’aveva mandato.

Quando fu vicino al suo Istruttore, questi gli disse: "Sei diventato un servitore del mondo, hai avanzato andando a ritroso; sei venuto alla Casa della Luce calcando un altro sentiero, hai dato la tua luce affinché la luce degli altri potesse risplendere. Il gioiello che l’undicesima fatica ti dona sarà per sempre tuo." F. M.

 

Le Energie dell’Acquario. (Conferenza di A.A.B. - 1937)

Nel Nuovo Testamento si trova quest’espressione: "La fine del mondo". Soltanto ora co- mincia ad apparire chiaro ad alcuni di noi che il suo vero significato è da ricercare nel fatto che il segno dei Pesci, nel quale venne il Cristo, il Grande Salvatore del Mondo, sarebbe giunto al termine in una certa epoca, quella che ora stiamo vivendo.

Ma noi non stiamo certamente affrontando il giorno del giudizio in cui le pecore saranno separate dalle capre per andare, le une in cielo e le altre all’inferno.

Molte ridicole interpretazioni sono scaturite dal simbolismo della Bibbia. È stato creduto che le pecore sarebbero andate in paradiso e le capre all’inferno. Ma è esattamente l’opposto. Il capro nel Capricorno è l’iniziato e da una certa prospettiva esoterica, i capri vanno in cielo

 

 

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perché funzionano nel regno spirituale, che è il cielo; le pecore rimangono sulla terra (che, dopo tutto, è il solo inferno di cui si possa parlare) fino a che non smetteranno di essere peco- re, finché non impareranno ad avere un pensiero individuale. Allora, diventando capre, di- venteranno capaci di scalare la montagna, mutando la loro posizione di seguaci in quella di ricercatori indipendenti.

Entrare nei cieli è entrare nell’Era dell’Acquario. Questo ingresso è cominciato negli ultimi duecento anni. Ci viene detto che intorno all’anno duemila la nostra stella polare e un’altra stella (Vega) entreranno in congiunzione nei cieli e l’Era dell’Acquario sarà per noi piena- mente attiva. Ciò è da intendere nel senso che vi entreremo pienamente e che le forze dei Pe- sci retrocederanno rapidamente. Tutto quello che appare nelle espressioni del piano fisico è dovuto a forze soggettive.

Esiste una scuola di pensiero che fa risalire tutti i misteri, tutti gli insegnamenti che noi og- gi chiamiamo Sapienza Antica, ad una forma di culto teriomorfo (adorazione di forme ani- malesche), e i misteri dei templi in sordide forme di pratiche sessuali. È bene non entrare nei dettagli, ma è necessario dire ciò che credo essere di vitale importanza per noi, e che deve essere mantenuto come un punto fermo, poiché sarà qualcosa che nell’era dell’Acquario e- mergerà in tutta la sua pienezza. Un conto è andar soggetti a forze cieche e un altro è avere un’intelligente capacità d’osservazione su cosa sta succedendo e comprendere il significato di certi avvenimenti. Forse, per la prima volta nella storia della nostra umanità, c’è un sufficiente numero di uomini e donne intelligenti, capaci di anticipare gli avvenimenti con una compren- sione fondata su quanto il passato ha lasciato intravedere, in modo da abilitarli alla decifrazio- ne del futuro.

Quale fu la causa dell’adorazione del toro durante l’Era del Toro? Non fu certamente la natura bestiale dell’umanità ad assumere il toro come simbolo della natura animale per deifi- carla. Questo è soltanto ciò che l’essere umano medio afferma quando tenta di investigare il senso dei misteri. La verità è che vi furono forze soggettive operanti sul nostro pianeta nel periodo in cui il nostro sole si trovava a passare attraverso il segno del Toro. In questo segno la lezione che l’uomo dovette imparare fu quella di combattere con l’animalità in lui stesso. Successivamente il nostro sole passò sotto l’influenza dell’Ariete, il Montone, dove vi fu il sacrificio dell’agnello, dimostrando il fatto che il sacrificio della natura animale cominciava a sostituire il concetto della lotta contro la natura animale.

Il sole passò quindi nei Pesci. Le forze che agivano sul nostro pianeta, in quel periodo portarono nella coscienza umana l’idea della sua essenziale dualità e del legame tra queste sue due parti (due pesci legati fra loro da una sottile striscia). Questa coscienza cominciò ad in- fluire su larga scala sull’essere umano, il quale si rese conto di essere sia anima che corpo. Cristo venne in Pesci per mostrarci in modo perfetto quale sarebbe stato il nostro ultimo con- seguimento quando avremmo legato insieme i due pesci: uno è il simbolo della seconda per- sona della Trinità (il pesce Avatar), e l’altro, il pesce che nuota nella materia, è il simbolo dell’essere umano in incarnazione. Questa è la storia.

88 Avendo tracciato questo meraviglioso, idealistico insegnamento evolutivo degli ultimi cinque o seimila anni come risultato dell’influenza di forze soggettive sull’umanità, stiamo ora entrando nel segno dell’Acquario, in cui, tramite il simbolismo dell’acqua e della purifica- zione, impareremo a vivere come anime e non più come personalità incarnate. Questo è ciò che dovrà avvenire nell’Acquario.

Alla fine dell’Era dell’Acquario, approssimativamente tra duemila e cinquecento anni, pos- siamo immaginare come sarà l’umanità? La natura animale, la natura emotiva e il mentale saranno di secondaria importanza, e l’anima, l’aspetto coscienza, quell’impulso universale che è in ciascuno di noi e che ci pone in rapporto con Dio, avrà allora raggiunto un’evidenza pri- maria. In altri termini, dovremo aver lasciato dietro di noi, sorpassandolo, il regno umano e,

 

 

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pur dimorando in corpi fisici, la nostra coscienza sarà allora focalizzata nel quinto regno di natura, il regno spirituale. Tale è la profezia di ciò che accadrà all’umanità tra duemila e cin- quecento anni.

Il segno opposto all’Acquario è il Leone, il segno dell’individuo, dell’uomo che si vede come un essere umano. Nel Leone l’uomo si erge sui propri piedi divenendo il centro del suo universo; le stelle girano attorno a lui, tutto ciò che accade appare in rapporto a lui stesso. In Leone l’uomo ha imparato alcune lezioni fondamentali: che si dà il caso che egli non sia poi così importante di quanto credeva e che, sottoponendosi ad un certo allenamento, può trovare un "se stesso" molto più grande. Allora passa in Scorpione dove viene provato nella sua capa- cità di resistere e di perseverare. Le caratteristiche più evidenti dell’aspirante sono la soppor- tazione e la tolleranza e il segno che più di ogni altro richiede queste caratteristiche è lo Scor- pione. Avendo trionfato nello Scorpione, in Sagittario l’essere umano diviene un discepolo orientato in un’unica direzione, colui che avendo messo mano all’aratro, non può tornare sui suoi passi; potrebbe forse volerlo, ma non può più farlo. Egli procede e, poiché avanza conti- nuamente, giunge sulla cima della montagna in Capricorno, dove è trasfigurato.

In Acquario il discepolo diventa il maestro che serve. Riprenderemo l’argomento dei salvato- ri del mondo nei Pesci. In Acquario l’uomo è un maestro servitore. Questa è la nota fonda- mentale da tener bene in mente. Egli può essere un maestro, perché ha imparato a servire, e può servire perché è un maestro. Le due cose procedono appaiate.

Il governatore del primo decanato dell’Acquario è Saturno. Saturno ci dà la disciplina, ci apre la porta alle opportunità. Saturno, mediante esercizi spirituali e prove, rafforza i nostri muscoli spirituali e ci mette in grado di emergere dalle tenebre alla luce.

 

Contrassegni dell’iniziato

Ercole, essendo un iniziato, è impegnato a fare tre cose che si possono considerare come le caratteristiche eminenti d’ogni vero iniziato. Se queste non sono presenti in qualche misura, l’uomo non è un iniziato.

1. Servizio altruistico. Questo non è il servizio che rendiamo poiché ci viene detto che il servizio è una via verso la liberazione, ma perché la nostra coscienza non è più accentrata in noi stessi. Noi non siamo più interessati a noi stessi poiché, essendo la nostra coscienza uni- versale, non abbiamo più nulla da fare se non assimilare i problemi dei nostri fratelli ed aiu- tarli. Per il vero maestro acquariano non vi è alcuno sforzo nel far ciò.

2. Lavoro di gruppo. Questo è un argomento di cui per il momento conosciamo ancora ben poco. Il mondo è pieno di organizzazioni e di società, di fratellanze che non sono altro che un fertile e felice terreno di allenamento per persone ambiziose. Non voglio essere scortese, ma la mia esperienza con gruppi di media levatura è che questi sono dei focolai di gelosie ove le persone cercano di impressionare gli altri, esibendo la mole della loro conoscenza e la mera- viglia dell’autosacrificio delle loro vite. Questo non è lavoro di gruppo.

Il lavoro di gruppo consiste nel rimanere soli spiritualmente nel gestire i propri affari, di- menticando questi ed il proprio sé a vantaggio delle persone o del particolare settore umanita- rio cui siamo associati. In tutto ciò non vi è ambizione, né desiderio di emergere in posizione di comando nell’organizzazione o nella loggia. Non credo che i nuovi gruppi avranno dei diri- genti, credo che opereranno invece automaticamente in virtù dell’interazione intuitiva e spiri- tuale tra le menti delle unità facenti parte del gruppo. Ma non si vede ancora nulla di tutto ciò.

89 Riuscite ad immaginare un gruppo così unito sui livelli spirituali da fare in modo che lettere, opuscoli, libri ecc., non siano più necessari, essendo perfetta la reciproca comunica- zione fra le menti dei membri? Questo è il gruppo acquariano che ancora non esiste fra noi.

3. Autosacrificio. Lo scopo dell’autosacrificio è di santificare il proprio sé. Ciò vale sia per

 

 

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il sé del gruppo che per il sé dell’individuo; questo è il lavoro dell’iniziato.

Dalla vetta della montagna in Capricorno Ercole, deve letteralmente discendere nella spor- cizia materiale e ripulire le stalle d’Augia. Vorrei darvi un’idea della sua psicologia. Egli ha raggiunto la vetta della montagna, ha superato tutte le grandi prove, passando dal Capricorno nel regno spirituale, ha conosciuto qualcosa sul significato dell’estasi mistica, ed in questo stato altamente spirituale ha ricevuto l’ordine di discendere e di ripulire le stalle. Che contra- sto! Non un grande lavoro mondiale, solo pulire le stalle!

Il contenuto della prova si può così riassumere. Ercole dovette essere di aiuto nell’azione di ripulire il mondo, dando una giusta direzione alle forze della vita operanti in esso. Come già sappiamo, stiamo entrando nell’era dell’Acquario, un’era in cui il materialismo, come noi lo conosciamo, alla fine sarà completamente scomparso, e la vita in tutta la sua completezza sarà interpretata in termini d’energie. Tratteremo soltanto con le forze. Avremo probabilmente un nuovo linguaggio, il linguaggio simbolico dell’energia stessa. Saremo tutti degli occultisti pratici, occultisti che vivranno e lavoreranno in un mondo di forze, cominciando da quelle che operano in noi stessi. Potete avere un piccolo saggio di ciò che significa maneggiare le forze, osservando i vostri modi di parlare. Perché alziamo la voce quando siamo emozionati? Perché l’energia che ci attraversa ha un effetto sulle nostre corde vocali. Noi maneggiamo le energie e ne facciamo un cattivo uso. Dobbiamo osservarci ed iniziare a lavorare nel mondo delle for- ze che sono nella nostra interiorità.

Questo segno inaugura la scuola dei salvatori del mondo. È quasi come il segno di "Gio- vanni il Battista", un segno di preparazione per quello che la prossima era dei Pesci (nel futuro giro zodiacale) ci apporterà.

L’Acquario è raffigurato come un uomo che porta un vaso capovolto. L’uomo capovolge il vaso da cui fluiscono due rivoli d’acqua, quello della vita e quello dell’amore, e queste due parole, vita e amore, sono le due parole che incarnano la tecnica dell’era dell’Acquario. Non forma, non mente, ma vita e amore. Due parole che noi usiamo costantemente, ma di cui non abbiamo un adeguato concetto del reale significato.

 

Decanati, Governatori e Costellazioni

L’Acquario, come tutti gli altri segni, è diviso in tre decanati. Noi stiamo ora entrando nel primo decanato, governato da Saturno, da cui le nostre attuali difficoltà, i nostri sconvolgi- menti politici, la divisione del mondo in grandi gruppi, con individui che sono nazionali, pa- triottici, ed altri che cominciano ad avere la visione di uno spirito internazionale. Nelle chiese e nel settore religioso, vi sono altre divisioni fra coloro che stanno maturando una concezione universale dell’amore di Dio, e quelli che si inchinano all’autorità e al dogma.

Nel campo dell’economia, una tremenda agitazione è apportata da Saturno fra coloro che danno valore alle cose materiali e quelli che se ne liberano per beni più preziosi; fra coloro che reclamano possessi per se stessi, che afferrano e trattengono, e quelli che lasciano la presa per acquistare ciò che Cristo chiama "i tesori del cielo". In quasi tutti i campi di pensiero tro- viamo queste due forze in conflitto a causa dell’impatto delle energie dei Pesci e dell’Acquario. Ci sono due diversi gruppi: quelli che sono legati al passato e all’aspetto mate- riale e quelli che stanno pervenendo alla visione e che vedono la vita, la coscienza, il propo- sito e il piano divino che emerge tramite tutti loro.

La cosa meravigliosa, se si studia il mondo in modo intuitivo, se si segue rapidamente ciò che sta accadendo in questo e in altri settori dell’umanità, è che, ad onta di tutti i disordini superficiali e dei tristi avvenimenti, si vede che lo spirito umano è sano e puro e sta cogliendo la sua opportunità di emergere e di diffondere la sua influenza; ma non si pensi che questo possa accadere in una settimana o in un anno! Noi possiamo avere migliori condizioni, pos-

 

 

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siamo perfezionarci, qui, là, ovunque. Dipende da noi la velocità con cui impariamo la lezione di lasciare la presa, in modo che l’era dell’autorità e del materialismo dei Pesci, del possesso e della gretta razionalità, possa essere sostituita dall’era della spiritualità, della intuizione e della coscienza universale.

90 Il secondo decanato dell’Acquario è governato da Mercurio, da cui verrà l’illuminazione. L’illuminazione avuta in Leone, l’opposto dell’Acquario, fu: "Io sono il sé", l’illuminazione che chiamiamo autocoscienza. L’illuminazione che si avrà Acquario sarà: "Io sono Quello"; Io sono conscio del gruppo. La mia autocoscienza è svanita, la mia individualità non ha più alcuna importanza, la mia personalità è soltanto un meccanismo e la mia coscienza è una con tutto ciò che esiste.

Nel terzo decanato, governato da Venere, abbiamo l’emergere dell’amore inclusivo. Fra circa duemila anni noi potremo realmente esprimere l’amore fraterno. Tutto questo sarà, dovrà essere, un fatto realizzato prima che l’umanità, nel suo insieme, possa passare in Capricorno. Essa entrerà allora in questo segno con spirito amorevole. L’aspirante individuale non potrà prendere l’iniziazione fino a che non abbia imparato ad amare in modo disinteressato, ad ama- re tutti, non solo coloro che pensano ed agiscono come egli desidera.

 

I Legislatori

Vi sono due legislatori nello zodiaco: Regolo e Cefeo. In Leone abbiamo una delle quattro stelle regali, Regolo, il legislatore che crea la legge per l’individuo, la legge dell’egoismo e della competizione, la legge che spinge ogni uomo contro il suo simile, la legge che lo fa af- ferrare e arraffare, la legge sotto la quale viviamo, la legge della competizione.

Regolo, la legge dell’individuo, deve cedere il posto a Cefeo, la legge dell’Acquario, la nuova legge fondata sulla sofferenza, l’illuminazione e l’amore. Sarebbe interessante vedere quanto siete capaci di afferrare ciò che questa legge sarà, una legge fondata sulla sofferenza dell’individuo che lo conduce a perdere l’interesse per se stesso. Quando si è sofferto abba- stanza non ci si cura più della propria persona. Allora si scopre che la sola via alla felicità non è quella di liberarsi dalla sofferenza, ma quella di perdere se stessi in qualcosa che è fuori di se stessi.

La legge Acquariana si fonda sull’illuminazione spirituale, sulla percezione intuitiva e sull’amore fraterno che è identificazione con ogni forma in ogni regno di natura. Un grandioso futuro ci sta dinanzi: duemila e cinquecento anni dovranno trascorrere per la sua consumazio- ne, e noi siamo in cammino.

Ricordate, più rarefatte sono le forme attraverso cui la vita scorre, più rapida è la reazione. Questa è la ragione per cui abbiamo questa tremenda velocità in ogni dipartimento della vita, e siamo così tesi. Noi abbiamo corpi che appartengono all’era dei Pesci e stiamo iniziando a vibrare con le energie dell’Era dell’Acquario. Noi non siamo ancora Acquariani, non ci sono ancora veri Acquariani, non siamo ancora equipaggiati. Alcuni bambini cominciano a nascere con i segni caratteristici dei corpi Acquariani, ma essi sono molto pochi e molto lontani tra loro.

L’era dell’Acquario si manifesterà in tutto il mondo; uomini dell’Acquario nasceranno dappertutto, poiché lo spirito soggettivo è all’opera in tutte le parti del pianeta. È possibile che ci siano punti focali d’energia in America, in Canada, in Australia, nella Nuova Zelanda e nel Sudafrica. Ma quello che dovrà veramente accadere è la venuta in incarnazione, in tutto il mondo e in ogni regno della natura, di esseri umani e d’altre forme di vita che emergeranno sotto il nuovo influsso dell’Acquario. Qualcosa di meraviglioso comincia a prodursi; facciamo in modo che il mondo sia pronto affinché i nostri figli e i figli dei nostri figli possano assistere alla realizzazione di quest’evento.

 

 

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Cristo fece risuonare la nota "per il tempo della fine" quando disse: "Vi do un nuovo co- mandamento, amatevi l’un l’altro". Questo è l’undicesimo comandamento, l’undicesimo se- gno. Soltanto ora stiamo scoprendo quale meraviglioso astrologo sia stato il Cristo. Egli sape- va che il ciclo che inaugurava sarebbe arrivato al suo termine e che un nuovo metodo di lavo- ro avrebbe dovuto emergere, con il quale i Maestri avrebbero utilizzato un modo nuovo per raggiungere l’umanità. Egli preparò la via per il suo futuro lavoro.

Vi sono tre costellazioni nell’Acquario. Il Pesce del Sud o Pesce Australe, che rappresenta, in connessione con l’Acquario, la venuta dei Salvatori del Mondo. È da notare che qui, al culmine dei Pesci, abbiamo un solo pesce, l’Avatar, e non i due pesci legati assieme.

91 La seconda costellazione è Pegaso, il cavallo alato, il simbolo ispiratore della mente superiore, dell’amore che rifiuta la terra e dimora nell’aria. Ad un livello più basso dobbiamo ricordarci dei piedi alati di Mercurio, che rappresentano sempre le ali della mente e ci ricorda- no anche che una delle definizioni dell’amore è "la fredda chiara luce della ragione". La terza costellazione si riferisce ancora al volo, poiché vi è il Cigno che vola in mezzo al cielo. Il ci- gno dell’eternità, che vola nel Tempo e nello Spazio, è il simbolo della Vita Stessa, delle chia- rificanti e purificanti "acque di Vita dell’Acquario".

 

Interpretazione del testo

Augia, figlio di Nettuno, il dio delle acque e del sole, possedeva molte mandrie e durante trent’anni le stalle non erano mai state pulite, per cui la sporcizia accumulata era enorme. Ad Ercole fu comandato di fare qualcosa a riguardo; molti prima di lui avevano tentato di pulire le stalle e avevano fallito, poiché il compito sorpassava di molto le loro capacità.

Ercole, essendo un iniziato ed avendo molto buon senso, cosa che ogni vero iniziato pos- siede sempre, scese dalla cima del monte e considerò il problema: si mise a studiare le stalle.

Per prima cosa abbatté il muro che le circondava, poi vi fece due grandi aperture in senso opposto e v’incanalò le acque di due fiumi. Egli non tentò neppure di spazzare e pulire, come altri avevano fatto, ma distrusse le barriere usando le impetuose acque dei due fiumi. Senza alcuno sforzo da parte sua le stalle furono ripulite.

Molto compiaciuto di se stesso, Ercole si precipitò da Augia gridando: "Ho pulito le stalle. Ora sono perfettamente ripulite". Noi leggiamo che Augia gli voltò le spalle, rifiutando di riconoscere la sua opera e affermando che era stato un inganno.

Possiamo dire che la natura emotiva del desiderio di quella grande Vita nella Quale vivia- mo, ci muoviamo ed abbiamo il nostro essere, ha anch’essa mandrie di animali che rispondo- no al nome di esseri umani!

Per me,la parola Dio, di sole tre lettere, è soltanto un simbolo. Non pretendo di sapere di cosa essa è simbolo, ma so che essa per me è un simbolo della vita che è immanente in tutte le forme e che le trascende anche. Io sono come un animale delle mandrie di Augia, e le stalle in cui gli animali vivono non sono state pulite da 30 anni, 3 moltiplicato per 10, e 3 è il numero della personalità e 10 quello del completamento. Che direste se io vi dicessi che ora, nei vostri giorni e nei miei, per la prima volta l’umanità è un’unità completa e coordinata, con la mente, la natura emotiva e il corpo fisico funzionante all’unisono, e che le stalle non sono state pulite da 30 anni?

Che cosa fece Ercole? Distrusse le barriere. Questa è la prima cosa che dovrà accadere nell’era dell’Acquario. Noi stiamo appena cominciando a farlo. Noi stiamo appena iniziando a pensare in termini più inclusivi e smettendo di essere esclusivi. Nel mondo stanno ovunque emergendo gruppi di uomini e donne che stanno lottando con loro stessi per essere inclusivi nei loro pensieri poiché nell’era dell’Acquario le nazioni, come noi le conosciamo, nazioni che lottano per se stesse e per ciò che esse vogliono, nazioni contro nazioni, il culto del pa- triottismo che è frequentemente il culto dell’odio, non avranno più motivo di esistere in tal

 

 

 

The Seven Rays A. Bailey -

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The Seven Rays

 

Seven great energies or streams of force demonstrate the qualities of Deity. The Wisdom Teachings speak of them as the Seven Rays and they are dominant conditioning and qualifying factors in our lives. But not only this; they are, we understand, cosmic elements, reaching us from the unknown spheres of other systems, and no part of the life of our planet is unaffected by them.

In the same way as the seven colours are parts of the spectrum and the seven notes are tones of the octave, so these Rays are differentiations or qualities of the one divine Emanation. In some of the eastern teachings they are called the seven breaths giving life to all forms, and they have been referred to in various ways in different philosophies. It is these great "Energies" that St John called symbolically "the Seven Spirits before the throne of God."

The Seven Rays, each carrying particular qualities and tendencies, are responsible for the different psychological types. Several Rays will probably influence us, but one usually predominates and gives the main colouring to our character. There is a connection here with astrology ... the astrological influences carry these same streams of energy and our alignment with particular Signs puts us more directly in touch with these qualities.

The following summary only gives a very brief idea of each Ray, but serves to indicate their different types of influence.

 

Clicking on the header name for each Ray will bring up a chart
of information about that Ray, compiled from the Alice Bailey books.

 

First Ray: Will or Power

Purpose, positivity and leadership are the outstanding qualities of this Ray. It carries great strength and driving force, in fact it is sometimes called the Destroyer. It is the Ray of the ruler and is particularly related to the field of Government. Those who initiate undertakings and are found in positions of power are especially aligned with this type of energy.

 

Second Ray: Love-Wisdom

This Ray embodies the building and relating qualities and is the blending and inclusive energy that leads to true understanding. Its strength is through persistence and it radiates the spirit of relationship and the attractive quality of Love. On this Ray are found the lovers of Truth and those who seek the path of Wisdom; the Teachers, Healers and Philosophers are the exponents of its magnetic energy.

 

Third Ray: Active Intelligence

This energy carries an underlying impulse towards both mental and physical activity. A clear intellect and an ability to plan are its characteristics and a capacity for abstract thinking and intelligent organising are this Ray's especial gifts. Its influence works particularly through economics and industry.

 

Fourth Ray: Harmony through Conflict

This is the Ray of beauty, art, and creative expression in all forms. It is the energy which, through conflict, brings order out of confusion, harmony out of discord, unity out of diversity. It finds its expression particularly in the cultural field, but it also has great influence upon humanity as a whole, and brings about the achievement through struggle by which we evolve.

 

Fifth Ray: Concrete Knowledge and Science

This Ray is pre-eminently that of mind, critical ability and research. It is the Ray of the keen and enquiring intellect that demands great accuracy and gives much attention to detail. Within this stream are found those working in all the different branches of science.

 

Sixth Ray: Devotion and Idealism

Dedication and fanatical altruism are the main impulses of this Ray. It carries a militant one-pointedness and intensity, and further characteristics are devotion and a spirit of service. It is the Ray of the crusader and the idealist and is the great force within Religion.

 

Seventh Ray: Ceremonial Order and Ritual

This is the Ray which links spirit and matter and it works through law, organisation ane ritual. Those under its impulse delight in order and perfection of form. Since it is concerned with the concretising of energy, finance comes within its province, as well as all ceremonial activity.

 

This gives the general picture of the Rays, but they are many-sided and too complex to be fully portrayed in a short summary. It must be added, however, that their energies can work out as detrimental tendencies as well as valuable qualities. For example, First Ray energy may activate the strong, courageous leader, but may equally well stimulate adversely the ambitious, arrogant dictator. Upon our response to these great forces and our handling of them depends how they manifest.

There are many interesting relationships and correspondences which can be followed up in connection with the Seven Rays. Their influence is felt in all kingdoms of nature and recognition of their conditioning energies gives us new insight into our fellow humans as well as ourselves. Study of them will be at the roots of New Age psychology, for understanding of the Rays that influence us individually will reveal both the bases of our problems and our lines of potentiality, and will help us to meet the ancient Greek, yet ever current, demand—"Know thyself."

- M. J. Eascott and N. Magor

 

Excerpted from
The Plan and The Path,
Eastcott and Magor, 1964
Sundial House, Kent, England

Know Thy Self

Know The Self

Know The One

 

 

 


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